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LA TERRA DEL PANE

All’origine c’é la terra che genera, accoglie, alimenta, unisce, divide, gratifica, punisce.

C’è terra venerata, violentata, trasformata, occupata, abbandonata.

C’è la terra che da identità e che esige scambi e contaminazioni; la terra delle diverse lingue, dei differenti costumi, delle varie razze, religioni, tradizioni, riti; la terra delle commistioni, degli intrecci, delle trasformazioni.

C’é la terra della cultura, dell’arte, del pensiero, delle visioni, delle utopie.

C’é la terra del pane.

Un pane che nutre di parole e arte, rimandi del passato e ricordi: è il pane della terra, un intreccio destinato a perdurare nel tempo che racchiude racconti e tradizioni. Un pane che è conoscenza profonda, tratto distintivo di una identità culturale che con il suo profumo, la sua forma, il suo sapore diventa espressione stessa di una comunità.

Raccontare il pane, infatti, vuol dire necessariamente raccontare e trasmettere valori: quello della vita come speranza, impegno, progetto, ma anche  quello del tempo e dell’attesa, della fatica, della gratitudine e della semplicità; vuol dire anche raccontare una terra, le sue venature più profonde e la sua storia, nel solco di ciò che è stata e di quello che  diventerà.

Il Festival la Terra del pane nasce con l’intento di esaltare e contraddistinguere la città di Matera dal punto di vista tanto culturale quanto antropologico, mediante il racconto e la declinazione su diversi codici artistici di quelli che sono gli elementi che maggiormente la caratterizzano: il pane e la terra.

Un racconto a più voci che vuole mette in connessione i linguaggi e le espressioni dell’arte, della comunicazione e dello spettacolo con l’antropologia, l’economia e i beni culturali in una prospettiva unitaria e composita che si snoda tra farina e parole, tra impasti e immagini visionarie, tra lieviti e contaminazioni.

Il tutto per ricercare e creare simbolismi, significati nuovi di un prodotto antico come il tempo, un archetipo misterioso nella sua disarmante semplicità, capace di racchiudere al suo interno gli elementi stessi della vita: la terra che genera il cereale, l’acqua che amalgama e impasta, l’aria che lievita e il fuoco che cuoce.

Un percorso multisensoriale che mira a riportare al centro la socialità e la convivialità che nel passato la pratica del pane riusciva a originare e sviluppare, animando quel vicinato microcosmo di umanità,  riformulando il tutto  in una prospettiva diversa che risente della contemporaneità dei linguaggi e dei nuovi sistemi di fruizione dell’arte.

Mostre, performances, rassegne, workshops saranno occasioni per ampliare conoscenze, suscitare  stimoli e riflessioni, ponendo al centro  un pane già conosciuto ma pronto a produrre, impastare e incorporare nuove significazioni.

Un pane da reinventare, nel quale identificarsi, che racconta e si racconta in una prospettiva nuova e creativa.

Un pane da vivere e portar via, a casa e nella mente, come le storie.

con il contributo di:

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comitato scientifico:

Vincenzo Santochirico
Antonio Calbi
Giancarlo Chielli
Ferdinando Felice Mirizzi
Roland Seiko

partner del progetto:

Istituto Luce-Cinecittà | AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) | Compagnie Famille Mundi | Conservatorio Musicale E.R.Duni di Matera | International Council for Cultural Centers (Bread House – Gabrovo) | Association Tourisme et Développement Duralble des Terriotoires (Master Università Montepelier) | New Destination Network | Consorzio Città Essenziale | CVETOSCOP - coop | Unibas - Dicem e Accademia delle Belle arti di Bari | Associazione Giallo Sassi | il Forno di Gennaro - Gennaro Perrone & C. s.r.l.


media partner: